Mi chiamo Caterina, ho 26 anni e vivo a Verona con i miei genitori e mio fratello. Insegno canto e musica ai bambini che hanno dagli 0 ai 5 anni, lavoro per cui ho lottato sempre moltissimo ma che ora mi fa sentire appagata quando la sera torno a casa perchè mi da un’ immensa soddisfazione.

Da sempre ho la passione per il canto e fino a qualche tempo fa mi esibivo ogni settimana in vari concerti con repertorio pop e jazz. Ciò che amo di più e che mi da più gioia della musica è insegnare ai bambini perchè imparano moltissimo fin da piccolissimi. Nei primi tre anni di vita imparano molte più cose ed è proprio in quel momento che tu puoi aiutarli a prendere una strada.

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Raccontaci un po’ di te…

Mi chiamo Valeria Fioretta, sono nata nel 1982 a Torino dove vivo attualmente con la mia famiglia. Lavoro principalmente su tre fronti: come consulente per il web marketing per piccoli business, come autrice (ho scritto un romanzo uscito per Piemme nel 2018, un manuale di scrittura disponibile da pochissimi giorni e il 4 dicembre uscirà il mio primo podcast per Storytel) e come talent (o microinfluencer).

Com’ è nata la tua passione per la fotografia?

In verità sono molto meno di un’autodidatta. Non possiedo una macchina, ma scatto solo da mobile e a essere sinceri non ho neanche un grande smartphone. Non ho mai creato nessun preset, non so usare alcun programma di photoediting, non so montare né gestire le luci. Ho grossi problemi con i concetti fondamentali, tipo contrasto e saturazione. 

Sono anche piuttosto persuasa che, se avessi un* fotograf* o un* videomaker, non sembrerei sempre una scappata di casa. Chissà, magari per qualche progetto ne assolderò un*.

La cosa che mi appassiona di più è scrivere le caption, cioè dare senso e valore ad una foto potenzialmente anonima, o mediocre, grazie ad un testo speciale, che mi rappresenti.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Ne ho svariati, oltretutto nulla di segreto perché ci ironizzo sempre sopra. Vorrei che dal mio romanzo venisse tratto un film per occuparmi personalmente della sceneggiatura; vorrei una rubrica su una rivista prestigiosa, simile a quella che fu “Risposte private” di Susanna Agnelli.

Se proprio devo allargarmi, vorrei anche vincere un premio Strega e vorrei anche che tutti dicessero “ah beh, in questo caso era meritatissimo”.

Cosa significa per te “luce”?

Per me luce significa risveglio, veglia, attività. Sono da sempre una persona diurna e per natura rendo di più in condizioni di luminosità.

Valeria indossa: maglia Lupetto in lurex rosa scuro.

Se vuoi conoscere Valeria, la trovi qui: @gynepraio.

Mi chiamo Adele e sono nata e cresciuta a Verona. Quando ero bambina, dai sette ai nove anni, ho vissuto con la mia famiglia in Brasile, dove lavoravamo come volontari per aiutare le comunità locali. E’ stata un’esperienza che mi ha formato moltissimo. Ho 19 anni e studio all’università di Trento, alla facoltà di lettere antiche, perchè mi ha sempre affascinato conoscere il significato delle parole, andare all’origine di ciò che esprimono e il saper dare loro un peso. E a’altra parte ho scelto di assecondare la mia passione per la filologia. 

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Mi chiamo Francesca, ho 19 anni e sono veronese. Ho finito da poco le scuole superiori e mi sono iscritta alla facoltà di infermieristica all’università di Verona. Il mio sogno è sempre stato quello di lavorare in ambito medico o ospedaliero, perchè credo sia l’ambiente ideale per poter aiutare le persone. Amo capire come funziona il nostro corpo e come fare per vivere in modo sano. 

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